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L'Istituto

 
 
L'Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (IMM), è impegnato nello sviluppo di soluzioni innovative per la micro- e nanoelettronica (materiali e processi per la tecnologia CMOS sub-32 nm e delle memorie non volatili; materiali, processi e dispositivi per l’elettronica di potenza; elettronica su larga area e su substrati plastici; nuove applicazioni fotovoltaiche, …), per la tecnologia sensoristica, l’optoelettronica e per la microfluidica.
L’attività di ricerca copre aspetti scientifici di base (proprietà di materiali e sviluppo di processi innovativi) e aspetti tecnologici (realizzazione di dispositivi prototipo e trasferimento dei risultati tramite collaborazioni con industrie del settore di riferimento). Grazie alla partecipazione a numerosi progetti europei, l’IMM vanta collaborazioni con molti organismi internazionali pubblici di ricerca come il Laboratoire d'Electronique de Technologie et d'Instrumentation (LETI), lo Interuniversity MicroElectronics Center (IMEC), l’European Synchrotron Radiation Facility (ESRF), il Centro Nacional de Microelecrónica (CNM), e con diverse industrie top-level del settore dei semiconduttori come STMicroelectronics (ST), Numonyx, Philips, SILVACO, AMD, Tower Semiconductor, Siemens, ecc., e con molte altre imprese interessate alle applicazioni delle micro e nanotecnologie come Alenia Aeronautica, Alenia Aermacchi, Carlo Gavazzi Space, ecc. 

Anche se l’interazione con l’Impresa comporta per l’Istituto una certa attenzione verso aspetti applicativi essa non prelude, anzi favorisce, lo sviluppo di attività scientifiche di carattere piú fondamentale. In un campo fortemente competitivo come quello della microelettronica è, infatti, indispensabile affrontare temi i cui possibili risultati applicativi coprono un orizzonte temporale molto ampio. L'Istituto, pertanto, mantiene un interesse adeguato verso temi di ricerca di base (nuovi processi, nuovi materiali e relative proprietà) e campi tecnologici emergenti come le nanotecnologie che aprono interessanti prospettive anche per applicazioni non necessariamente elettroniche.

 

 

Elettronica in grafene

L’elettronica in grafene potrebbe funzionare molto più velocemente di quella in Si in virtù della sua struttura intrinseca. Aprire inoltre alla realizzazione di dispositivi inimmaginabili in silicio, quali dispositivi quantistici, memorie spintroniche, circuiti trasparenti per applicazioni fotovoltaiche e circuiti integrati in substrati tessili. Il grafene è come un foglio di esagoni, ai vertici atomi di carbonio, che si ripetono sul piano formando una struttura a nido d’ape dello spessore di un solo atomo. Il grafene presenta lunghezze di diffusione dei portatori molto elevate e moto balistico anche a temperatura ambiente, ne seguono mobilità fino a diversi ordini di grandezza maggiori che in Si. Con una bassissima produzione di calore che può garantire anche densità di corrente estremamente elevate, e grazie anche ad altre proprietà (elevata velocità di saturazione dei portatori, alta conducibilità termica) il grafene si presenta come un materiale estremamente avvincente per realizzare dispositivi elettronici dalle caratteristiche strabilianti (ad esempio senza dispersione di energia). Il grafene è stato isolato per la prima volta solo nel 2004 da A. Geim e K. Novoselov che hanno ottenuto già quest’anno il Nobel per la Fisica per la loro scoperta.
I ricercatori dell’IMM sono impegnati nello sviluppo dell’elettronica in grafene (sviluppo di metodologie per produrre materiale in fogli di grandi dimensioni e dispositivi innovativi) già dal 2005. Sono stati tra i primi a misurarne le proprietà localmente, mediante l’introduzione di nuove metodologie con risoluzione nanometrica. In particolare, mediante un microscopio a scansione capacitiva hanno misurato localmente la “quantum capacitance” e da questa ricavato le variazioni locali della lunghezza di diffusione e della mobilità dei portatori. Sono in grado quindi di ottenere mappe locali della densità locale degli stati, della lunghezza di diffusione e della mobilità. Tali misure hanno permesso di chiarire i meccanismi di trasporto di carica nel grafene su materiali diversi ed il contributo di vari difetti quali quelli da irraggiamento o di corrugamenti formatisi durante la crescita. Intanto gli studi proseguono all’interno di un progetto europeo coordinato da IMM “GRAPHIC-RF” nell’ambito del programma Eurographene finanziato dalla European Science Foundation. I ricercatori di IMM già oggi sono in grado di crescere e depositare grafene con vari metodi e su diversi substrati, persino intere fette di SiC, sono in grado di caratterizzarlo anche con le metodologie innovative sviluppate, ed hanno maturato la capacità di realizzarvi dispositivi elettronici.

 

In memoria di Vito Raineri

L’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi piange l’improvvisa scomparsa del Dott. Vito Raineri.

Era nato a Enna (Italia) nel 1962. Nel 1987 si è laureato in Fisica presso l'Università di Catania con il massimo dei voti e la lode e nel 1991 ha ottenuto il Dottorato di Ricerca in Fisica. Estato "visitor scientist" per un anno presso lIstituto AMOLF-FOM di Amsterdam (Olanda) nel 1990, ricercatore a contratto presso lIMEC di Lovanio (Belgio) nel 1992-93 e consulente della STMicroelectronics R&D nel 1993-94. Nell'aprile del 1994 è diventato ricercatore presso l'Istituto di Microelettronica e Microsistemi" (IMM) del CNR. Nel luglio del 2001 ha preso servizio presso IMM come primo ricercatore e dal 2005 era responsabile di commessa su "Dispositivi di potenza ed Rf e componenti passivi per lelettronica di potenza. Dal 2007 era Dirigente di Ricerca del CNR.

Estato un riconosciuto pioniere nel campo della microscopia a scansione di sonda e fondatore di uno dei più avanzati laboratori al mondo presso il CNR-IMM di Catania. La sua attività di ricerca ha spaziato su vari fronti e tra i tanti meritano di essere ricordati i contributi nel campo dellelettronica di potenza, dei semiconduttori ad ampia banda proibita (SiC, GaN) e recentemente anche sul grafene.

E' stato autore e co-autore di oltre 300 lavori su riviste internazionali, dieci libri, svariati articoli di rassegna, 6 brevetti USA, oltre ad avere ricevuto 8 premi nazionali ed internazionali. E' stato frequentemente invitato a tenere presentazioni a conferenze internazionali, faceva parte del program commitee di molti importanti eventi scientifici ed è stato chairman di otto conferenze internazionali. Ha coordinato diversi progetti europei e nazionali ed è stato promotore di diverse iniziative portate avanti dai suoi collaboratori.

I collaboratori ed i colleghi tutti, con profondo sentimento di stima e rispetto, ne rimpiangono lorgoglio, il carisma, la generosità di idee e l'immediatezza nellapproccio ai problemi.

News ed Eventi

CARBOMAT 2011

carbomat.imm.cnr.it
Workshop on Carbon-Based Low Dimensional Materials

Dec. 5th-7th, 2011
Museo Diocesano - Catania (Italy)

LOCAL CHAIRS
Silvia Scalese (CNR-IMM, Italy)
Antonino La Magna (CNR-IMM, Italy)

16/02/2012 - E-MRS 2012 FALL MEETING

www.emrs-strasbourg.com
Warsaw University of Technology, Poland

The organizers:
Michele Perego
Sylvie Schamm-Chardon
Paolo Pellegrino

EMRS Fall Meeting 2012

September 17-21, Warsaw, Poland

Symposium J

Organizers
Pierre Eyben
Narciso Gambacorti
Filippo Giannazzo
Ian Gilmore

 

Collaborazioni

SiCiLab
STMicroelectronics
Micron
 
 
 
Carlo Gavazzi Space
Thales Aerospace

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